I - Scheda “LEGIONELLA (UN RISCHIO SPESSO IGNORATO NEL DVR)”

GIUGNO 2016

Legionelle – sono batteri (bacilli) ubiquitari, con dimensioni variabili da 0,3 a 0,9 µm di larghezza e da 1,5 a 5 µm di lunghezza (in coltura sono possibili forme filamentose lunghe fino a 20 µm): vivono negli ambienti acquatici.

Legionellosi – si intendono tutte le forme morbose causate dalle Legionelle patogene. Una Legionellosi viene di norma contratta per via respiratoria per inalazione, aspirazione o microaspirazione di un aerosol acquoso contenete il bacillo (oppure di particelle derivanti dalla condensazione per essiccamento). La Legionellosi più grave è la polmonite, evento raro ma grave (10-15% di mortalità) con un’incubazione massima di circa 2-10 giorni dall’inalazione, specie da parte di un soggetto forte fumatore o immunodepresso. La febbre di Pontiac, di tipo “influenzale”, ha un’incubazione di 1-2 giorni ed è meno grave e non mortale.

Bioaerosol – tutte le condizioni (macchine, impianti, apparati) che emettono in ambiente un aerosol acquoso contaminato con il bacillo sono a rischio, particolarmente le docce, le torri evaporative, gli umidificatori, le emissioni non controllate di spruzzi acquosi, specialmente se di acqua riscaldata a temperature insufficienti o da cisterne antincendio o per irrigazione soggette in qualche modo a riscaldamento ambientale.

Temperature dell’acqua – sono importanti in quanto al di sotto dei 20°C la Legionella non prolifera, al di sopra dei 55-60°C muore. Il bacillo cresce bene in acqua alla temperatura “giusta”, nonché in presenza di biofilm che lo protegge e lo fa proliferare. Sporcizia, calcare, ruggine favoriscono lo sviluppo e la stratificazione del biofilm entro il quale la Legionella è più protetta verso i disinfettanti. Vecchie tubazioni poco flussate, erogatori di docce e lavandini con concrezioni calcaree, vasche di raccolta dell’acqua industriale poco curate, presenza di Alghe o di Amebe nei circuiti idrici favoriscono il rischio da Legionella.

Normativa di riferimento per gli ambienti di lavoro – il D. Lgs. 81/08 e smi tratta del Rischio biologico nel Titolo X. Il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi e si deve particolarmente osservare gli articoli 266 (campo applicazione), 271 (valutazione rischio biologico), 272 (misure per prevenire il rischio), 273 (igiene).

Linee guida (LG) Linee guida per la prevenzione ed il controllo della legionellosi (PDF  1.62 Mb) – in virtù dell’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, sono state aggiornate nella Conferenza Stato-Regioni del 7/5/15 le nuove LG che, oltre a perfezionare le vecchie (risalenti alla prima decade degli anni 2000), evidenziano l’importanza di valutare il rischio a livello di impianti e serbatoi e di predisporre preventivamente delle misure per il suo abbattimento. Su tale base valutativa, poi, possono o debbono essere effettuate le verifiche metrologiche misurando le CFU/L (unità formanti colonie per litro di acqua) per la ricerca delle Legionelle spp ed in particolare dei ceppi più pericolosi (L. Pneumophila, etc.). Le LG forniscono valori di concentrazione e relative indicazioni di intervento per Impianti di raffreddamento a torri/condensatori evaporativi, Vasche idromassaggio, Strutture termali-piscine, Strutture sanitarie e odontoiatriche, Circuiti dell’acqua sanitaria.

Valutazione dei rischi – Prima ancora di misurare le Unità Formanti Colonie, va fatto un censimento con relativa descrizione degli impianti idrici ed aeraulici a rischio: impianti di raffreddamento, di umidificazione, di produzione e distribuzione dell’acqua sanitaria; inoltre serbatoi, rami idrici morti o poco flussati.
Anche in riferimento alle Raccomandazioni internazionali più titolate, va approntata una valutazione che tenga conto di tre aspetti:
a) Valutazione del potenziale di proliferazione della Legionella negli impianti
b) Valutazione del potenziale di esposizione al bioaerosol presso gli impianti censiti come a rischio
c) Valutazione della potenziale suscettibilità della popolazione del sito (lavoratori, visitatori, ospiti, degenti)

Per ciascuno dei tre aspetti valutativi si ricava un valore di rischio ordinale, da ricondurre al classico “semaforo” che indica verde per il rischio basso, giallo per quello intermedio e rosso per quello alto. Dopodiché si può passare ai monitoraggi (una tantum o periodici) di Igiene industriale e Microbiologia applicata.

Lavoratori e DPI – Sono a maggior rischio professionale i Conduttori di impianti ed i Tecnici della Prevenzione che fanno prelievi per Legionella (inoltre, tra le categorie sanitarie, gli Odontoiatri). I DPI più indicati per la protezione dal bioaerosol sono i facciali filtranti FFP3 (ovvero la maschera a pieno facciale con filtro P3).

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