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LA GESTIONE DEI DISABILI IN AZIENDA. Re-/ Inserimento lavorativo e Accomodamento ragionevole

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Data: 2019-10-26 08:30 - 19:00

Luogo: Sala congressi CASA DEL VOLONTARIATO, via G. Saragat L’Aquila

[A] DISABILITY MANAGEMENT – La gran parte delle maggiori imprese nazionali e multinazionali ha ormai attivato (ovvero sta attivando) delle procedure operative aziendali denominate “Disability Management” (“Gestione della disabilità” in azienda) a beneficio dei propri dipendenti che risultino già disabili all’atto dell’assunzione (ad es., invalidi civili) o che lo siano diventati in attualità di servizio (ad es., soggetti infortunati con postumi invalidanti ovvero affetti da malattie croniche progressive come neuropatie, cardio-vasculopatie, tumori, endocrinopatie, etc.). Duplice è lo scopo che si prefigge tale procedura aziendale: a) Garantire un adeguato supporto al disabile non autosufficiente in caso di evacuazione per emergenza aziendale (incendio, sisma, etc.)  cfr. Piani di emergenza come prescritto dagli artt. 43-44-45-46 del D. Lgs. 81/08 e smi; b) Garantire al disabile un posto di lavoro in grado di contenere la situazione di svantaggio personale e sociale dovuta a cause motorie, sensoriali, mentali, cronico-metaboliche  cfr. Ergonomia applicata all’abbattimento delle barriere per disabili anche in relazione a vari articoli del D. Lgs. 81/08 e smi. [B] RE-/INSERIMENTO E ACCOMODAMENTO RAGIONEVOLE – Più di recente, si è fatta spazio una elaborazione giuridica attorno al non nuovo ma ancora poco noto concetto di accomodamento ragionevole ai fini dell’inserimento o del reinserimento del disabile sul posto di lavoro. A seguito della Sentenza della Corte di Giustizia CE 4 luglio 2013 (C-312/11), l’ordinamento normativo italiano – fondato classicamente sulla Legge n.68/99 (atta a favorire l’accesso all’impiego dei disabili) e sul D. Lgs.81/08 (che disciplina salute e sicurezza sul lavoro, fornendo alcune essenziali indicazioni per l’adeguamento delle mansioni alla disabilità dell’interessato) – è stato arricchito dall’accoglimento dell’obbligo giuridico di garantire il rispetto del principio della parità di trattamento delle persone con disabilità, secondo cui i datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad adottare accomodamenti ragionevoli, così come definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ai fini della poro piena eguaglianza con gli altri lavoratori. L’adempimento legislativo italiano è stato effettuato tramite l’approvazione della (poco nota) Legge 3 marzo 2009, n. 18 con la quale si ratifica e si esegue la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (New York, 13 dicembre 2006). Sulla scia di quanto sopra, alcune sentenze della Cassazione, hanno indicato che occorre tenere conto, “nel bilanciamento degli interessi costituzionalmente protetti”, sia della protezione dei soggetti svantaggiati, sia dell’interesse del datore di lavoro. Talora l’argomento in discussione può riguardare anche casi di elevata drammaticità sociale quali le potenziali conseguenze dell’applicazione dell’art. 42 del D. Lgs 81/08 e smi (Provvedimenti in caso di inidoneità alla mansione specifica). Le numerose sfaccettature della questione giuridico-preventiva di cui trattasi saranno affrontate in questo Corso di formazione.

 

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Italia

 

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